Spiagge, mare, paesaggi incontaminati, culi nudi e tette al vento. Agosto potrei sintetizzarlo così, in pochi concetti chiave ma fondamentali. La possibilità di annoiarsi è ridotta al minimo ma per chi vuole qualcosa di più dalla solita estate, be’ allora quest’anno c’è il trono… della MotoGP, ancora in cerca di un suo legittimo Re. Ad agosto il Motomondiale entra nel vivo, nel momento più importante della stagione con un trittico di gare che possono decidere chi sarà il vincitore di quest’anno.

Mentre la Formula 1 si dava delle gran legnate a luglio sulle piste, la MotoGP era in vacanza ma adesso si torna alla grande: prima Brno, in Repubblica Ceca, poi Austria e infine Silverstone (UK). E a proposito di Formula 1: le gare di luglio, parlando in termini di ascolti, sono stati davvero buoni per il Circus delle quattro ruote: una media di quasi 5 milioni di spettatori sulla Rai e più di un milione, per ogni Gran Premio, sulla pay TV di Sky. Sara interessante capire, anche in termini di ascolti, che numeri riuscirà a fare la MotoGP rispetto al suo corrispettivo su quattro ruote.

Ma torniamo al Motomondiale: chi è il favorito? I pretendenti al trono di Re della MotoGP sono quattro, in ordine di classifica: Marc Marquez, Maverick Vinales, Andrea Dovizioso e Valentino Rossi. Quattro fenomeni in 10 punti tondi tondi, ma guai a sottovalutare Dani Pedrosa che sta lì, come un avvoltoio, ad aspettare che qualcuno dei quattro davanti sbagli per approfittarne e rubargli la posizione. E che siate tifosi o semplici amanti non si può negare che quest’anno sia davvero l’anno più bello: Marquez dimostra ogni anno una crescita, Dovi ha risposto all’arrivo in Ducati di Lorenzo andando più forte di lui e spesso andando più forte di tutti, Vinales è il nuovo Marquez: giovane e fortissimo e poi c’è lui, Valentino Rossi che, come tutti i grandi e longevi fenomeni, è stato dato per bollito anche quest’anno, lo hanno dato per morto, bollato come non competitivo e, anche dopo l’incidente durante una sessione di allenamento, lui è tornato e ha insegnato a gente con quasi 20 anni in meno di lui come si guida a 300 km/h. Un atleta che è stato baciato dagli angeli come Federer, come Totti, come Federica Pellegrini. E anche quest’anno, a 38 anni, ha vinto una gara in MotoGP, ad Assen, ed è lì a lottare per il suo decimo titolo. Come direbbe Vasco: «Io sono ancora qua, eh già».

Dopo le critiche a Iannone pare che Kevin Schwantz abbia dichiarato che da qualche anno siamo nell’era più bella, competitiva e divertente del motociclismo. Come dagli torto. Arrivato a questo punto della stagione era davvero tantissimo tempo che non si vedeva uno scontro tra quattro piloti; nelle ultime edizioni al massimo abbiamo potuto vedere delle battaglie a due e, a volte, solamente degli assoli di spada andare decisi verso la vittoria del Mondiale. Quest’anno no. Quest’anno è l’anno più spettacolare della MotoGP, quest’anno Valentino è di nuovo in corsa per il decimo titolo della carriera. Quest’anno la Ducati, quella di Dovizioso e non dello strapagato Lorenzo, è tra le prime quattro della categoria e ha vinto due gare consecutive. Quest’anno Marquez arriva da Star. Rischia tutto, sempre, perché se permettesse al suo cervello di registrare una situazione di comfort o di leggerezza poi sarà impossibile chiedere alla mente sacrificio, energia e rischio. E poi quest’anno c’è Vinales al suo primo anno con Yamaha e già subito competitivo per la vittoria finale. Ma attenzione anche ai personaggi secondari: Petrucci sta facendo la sua miglior stagione in MotoGP e quando è in forma dà del gas che nemmeno lui sa come fa. Poi c’è la coppia che arriva dalla Moto2, quella del team Tech 3 con Zarco e Folger che fanno più traversi loro che Marco Belli in una pista da flat track. E poi c’è sempre Iannone (che attendiamo tutti che inizi davvero ad andare forte con la Suzuki). Mai dimenticarsi di Lorenzo e poi c’è Espargaro, che con l’Aprilia sta facendo dei passi da gigante.

MotoGP is coming. Ad agosto guardate la MotoGP, l’unico vero trono che ha bisogno del suo nuovo re. Ad agosto lasciate stare le spiagge, il mare, i culi nudi e le tette al vento e tifate per lo sport, per le pieghe con il gomito a terra, per le imbarcate a 250 all’ora, per le staccate senza dio, per chi si dimentica a casa i freni e fa delle curve da pelle d’oca, per chi sul rettilineo svernicia gli avversari, per chi aspetta la pioggia per mangiarsi tutti gli altri come fosse uno squalo, per chi non vede l’ora di tagliare il traguardo e alzare la moto su una ruota sola e guardare in alto con il muso, per chi ci fa godere e alzare sul divano a urlare come se non ci fossero cose più belle. Ecco, perché ad agosto, cose più belle di queste, forse, non ci sono proprio.