Nolan: un casco speciale per Stoner

//Nolan: un casco speciale per Stoner

C’è una domanda che tutti gli appassionati del Motomondiale si fanno all’inizio di ogni stagione: «Quando torna Stoner?». Il pilota australiano ha lasciato un vuoto, un segno, una cicatrice che non si vuole schiodare dal togliersi dal corpo dei tifosi e degli appassionati. Vedere un talento così puro, così irruente, così forte e incredibilmente dominante lasciare il Circus della MotoGP è qualcosa che si fa fatica ad accettare. Ma lo stesso campione del mondo ci tiene a chiarire come stanno le cose: «Non ci sono possibilità che io torni a correre. Sto bene così. Sto con la mia famiglia, con mia moglie e miei figli. Voglio stare con loro e vederli crescere. Mi basta fare il tester per la Ducati».

La componente racing non è completamente morta in Casey e lo dimostra attraverso la collaborazione con Nolan, che dal 2002 ad oggi lo ha sempre supportato. Un’intesa che dura da 16 anni e che l’azienda italiana ha voluto commemorare con una versione del Nolan 803 Ultra Carbon con una grafica speciale, scelta e realizzata da Nolan per il fenomeno australiano.

«Il matrimonio con Casey fu spontaneo – racconta Alberto Vergani – anche se l’inizio non fu facile. Ce lo aveva consigliato Alberto Puig, storico team manager della Honda che diceva “sto qui va fortissimo”. E allora ci siamo mossi per sponsorizzarlo subito. In azienda non lo conosceva nessuno ma comunque si fidarono del consiglio e dopo le prime difficoltà in 250, il resto è storia. 16 anni, dal 2002 a oggi, con Casey. Nonostante per l’azienda, negli anni, fosse diventato importante spingere X-lite come brand per il racing, Casey ha sempre voluto fortemente Nolan, andando oltre qualsiasi dinamica aziendale».

Casey Stoner e Alberto Vergani

Lo stesso Alberto Vergani rivela un aneddoto davvero interessante, che fa comprendere a pieno la sinergia che Stoner e Nolan sono riusciti a creare in questi anni: «Aveva appena vinto il mondiale con la Ducati, era il 2007. Scende dalla moto e mi fa, dobbiamo parlare. Saliamo nel motorhome e mi dice: “Sai che tutti mi vogliono, vero?”. Sì, risposi. “Sai che mando tutti a quel paese, vero?”. Risposi ancora nello stesso modo. Casey mi guardo e disse: “Metti la cifra che vuoi sul contratto. A me va bene, starò con voi”. Un modo più bello per fare le trattative non esiste».

E torniamo alla domanda: Casey, hai avuto, in questi anni, la possibilità di tornare a gareggiare? Lui guarda davanti a sé, sorride, e fa: «Mi capita sempre che qualche team mi contatti per tornare ma non è nei miei piani. Voglio dedicarmi alla famiglia». Ma chi vincerebbe adesso? Se lo domandano un po’ tutti. Come quando gli appassionati di fumetti americani cercano di capire chi vincerebbe tra Iron Man, Hulk, Superman o chissà chi altro. E infatti è una cosa un po’ senza senso fare dei confronti che nella realtà non possono esserci ma Vergani ci tiene comunque a rispondere: «Casey, senza dubbio. Marquez è più aggressivo, ma Stoner è talento puro, più di tutti e poi lui è una rockstar. Ha fatto scelte differenti dagli altri. Ha lasciato 24 milioni sul tavolo. Sono convintissimo che lui se la giocherebbe. Lui ha più talento, Marquez è più matto».

E a chi gli chiede di Valentino, Casey risponde: «Se Yamaha facesse una moto come la vuole lui e il regolamento limitasse l’elettronica, Valentino vincerebbe ancora dei mondiali. Non ho mia visto nessuno come lui». Anche se, come sottolinea Alberto, Michele Pirro, nei test in Malesia, ha detto: «Questo (riferendosi a Casey) è meglio che non viene perché ci ridicolizza tutti».

Ma perché ha mollato tutto? La risposta è semplice: «Corre da quando ha quattro anni» risponde Alberto. «Sì, facevo 35 gare ogni weekend con cinque moto diverse. Io sono appassionato del giro secco, della velocità. Non tanto della gara o delle moto. Certo, mi piacciono ma preferivo fare il giro veloce che vincere una gara».

By |2018-07-12T10:10:57+00:0012 luglio 2018|Categories: Motorsport|Tags: , , |0 Commenti