Alfa Romeo Stelvio e Giorgio Moroder per celebrare l‘eccellenza del saper fare Italiano

//Alfa Romeo Stelvio e Giorgio Moroder per celebrare l‘eccellenza del saper fare Italiano

Le mani per fare e ridare qualcosa indietro. Le mani, quando lo fanno, possono creare arte.

“A chi ci mette le mani” è il concept con cui Alfa Romeo sceglie di celebrare l‘eccellenza del saper fare Italiano in tutte le sue accezioni: capacità di produrre bellezza e innovazione attraverso la manualità, il gusto estetico, il senso pratico e l’eccezionalità delle competenze tecniche.

Alfa Romeo Stelvio, il primo crossover SUV della casa di Arese, è stato lasciato nelle mani di quattro diversi ambassador, Riders ne ha intervistato uno, Giorgio Moroder, il padre indiscusso della disco-music.

R. Alfa Romeo ha una storia lunga e tutta sua. Oggi lei fa parte, insieme allo stilista Gianluca Isaia, la chef Antonia Klugmann e il pallavolista Andrea Zorzi, del progetto “A chi ci mette le mani”, un progetto che vuole celebrare l’eccellenza del “saper fare italiano”.
Ci sono molte persone là fuori, padroni delle proprie arti, del proprio saper fare, ma che a volte rimangono nell’ombra non volutamente. Secondo lei perché accade? Perché alcuni non riescono a regalare al mondo la propria arte?

G.M. Ci sono parecchie cose per cui una persona ha successo. Prima cosa avere un po’ di fortuna, insomma, essere al posto giusto al momento giusto e poi, essere molto ambiziosi. Quando si decide di incominciare con qualcosa in cui si crede e poi ci si accorge che non funziona, molte volte si decide di abbandonare. Non bisogna farlo. Per avere successo bisogna avere il talento e lavorare lavorare e lavorare, solo così si può far tutto.

R. Le macchine possono essere mezzi che ci portano dal punto A al punto B, in mezzo al traffico e ai clacson impazziti, oppure mezzi che ci traghettano in zone sconosciute. Il Trentino non è la California e la California non è il Trentino, ma tutti e due sono luoghi di pura bellezza, con spazi aperti paesaggisticamente molto diversi. In questi due luoghi, che penso per lei rappresentino le radici e l’evoluzione della sua storia, viaggia spesso in macchina? Ci sono dei luoghi che ama?

G.M. In California viaggio di meno perché vivo in città, magari facciamo un giro ogni tanto ma in genere guido poco. In Trentino faccio sempre gli stessi giri, andare al Passo Pordoi, il Ssella, Cortina. Mi prendo almeno una settimana per visitare ancora quei luoghi per ricongiungermi, per ricordarmi com’è bello da quelle parti.

R. Se dovessi pensare a lei e Alfa Romeo penserei a Giorgio Moroder dentro l’Alfa Romeo Bertone Carabo del 68, oppure dentro l’Alfa Romeo Disco Volante 52.
L’auto sta cambiando e a livello tecnologico ormai ci stiamo indirizzando verso automobili che faranno tutto per noi, in un prossimo futuro quello che dovremmo fare è solo stare seduti e goderci il viaggio.
Fa parte, forse, di un nuovo modo di vivere a cui vecchie generazioni non hanno, giustamente, intenzione di abituarsi. C’è sempre un bene e un male. Cosa ne pensa?

G.M. Per ora la tecnologia aiuta, ad esempio nella Stelvio la luce abbagliante e anabbagliante che cambia da sola è comoda. Avvicinarsi a una macchina a una certa velocotà e la macchina frena. Sono aspetti che indubbiamente portano a un vantaggio per ogni persona che si mette alla guida oggi.
La macchina senza autista arriverà, ma per ora, per me, è ancora un po’ utopico.

R. Alla fine, com’è andata con la Stelvio? Spero l’abbia potuta guidare in libertà, insomma, divertirsi come si deve.

G.M. Mi piace molto, e da guidare è piacevolissima. In autostrada mi sono rilassato mentre in montagna mi sono divertito molto con il suo cambio automatico a 8 rapporti. Come ho detto prima è una macchina molto sicura e io ricerco questo in un’auto, la sicurezza di essere protetto quando guido. La strada ormai è diventata sempre più pericolosa e macchine con queste caratteristiche dovrebbero essere la normalità.

R. Se mi dovessi agganciare ad una musica, io la vedo in Trentino in macchina, circondato da boschi con in sottofondo il pezzo che ha composto per il film di Parker, Midnight Express.
La musica se accostata a una parte visiva, come in questo caso il film di Parker, può giustamente riportare a galla sentimenti non molto allegri, ma se la svincoliamo da quella parte visiva e la ascoltiamo per la prima volta, beh, potrebbe andar bene anche per altro, non per una festa pazza ma per una tranquilla gita in macchina in zone tranquille. Dico una cavolata?

G.M. No no, assolutamente. La musica per me, quando guido, deve essere musica che mi rilassa, non mi interessa viaggiare con musica “eccitante”. La scelta è soggettiva, una musica rilassante per me magari non lo è per qualcun altro, ma stare attenti nella guida è per me di fondamentale importanza.

Stelvio ha conquistato le prestigiose cinque stelle Euro NCAP, portandosi al vertice della categoria con il risultato del 97% nella protezione degli occupanti adulti.
Ogni versione di Stelvio è dotata, di serie, di Forward Collision Warning (FCW), la funzione di controllo della distanza basata su radar protegge da eventuali tamponamenti.
Autonomous Emergency Braking (AEB), la frenata d’emergenza autonoma con funzione di rilevamento pedoni.
Lane Departure Warning (LDW), ossia un sistema tecnologico in grado di assicurare l’auto alla propria carreggiata, senza superare le linee in modo pericoloso.

Gli altri tre ambassador sono lo stilista Gianluca Isaia, la chef Antonia Klugmann e il pallavolista Andrea Zorzi.

 

By |2018-06-07T10:36:08+00:0027 novembre 2017|Categories: News|Tags: , , , |0 Commenti