Ford Transit Custom PHEV

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ATTACCA LA SPINA (NEL PARAURTI)

Articolo di Carlo Mandelli - Foto di Max Serra

Una giornata a caricare e scaricare due ruote da un compagno di viaggio con la spina. Per uno dei nostri test drive ci siamo affidati ad un mezzo di supporto logistico che è anche uno dei nuovi arrivati in casa Ford, l’instancabile Transit, questa volta in versione PHEV, ovvero Ibrido Plug-in, quello ricaricabile alla colonnina o direttamente nel garage di casa (in un capannone nel nostro caso).

La nostra missione è quella di provare le diverse dimensioni del muoversi su ruote, due o quattro, con un occhio di riguardo alle emissioni e al risparmio sul carburante. E come spostiamo le due ruote da A a B? La scelta ricade su Ford Transit Custom PHEV, ovvero la variante ibrida plug-in dello storico van della casa dell’ovale blu. Perché proprio lui? Perché ci stanno comodamente due moto e perché il tipo di propulsione è quello che stavamo cercando: sistema ibrido avanzato in grado di garantire un’autonomia di percorrenza a emissioni zero fino a cinquanta chilometri, accompagnato dall’instancabile motore a benzina EcoBoost.

Risparmio di carburante, efficienza energetica e grande flessibilità di carico. Non manca nessuna delle nostre premesse per la giornata. Al volate scegliamo come utilizzare al meglio la carica delle batterie a seconda delle nostre necessità, attraverso tre modalità di guida selezionabili tra Auto, che determina per conto suo come utilizzare le fonti di energia, Now, che utilizza solo energia elettrica, oltre a Later, con la quale il sistema di controllo della propulsione di Transit punta a mantenere il livello adeguato di carica della batteria.

La giornata di prove è lunga e gli spostamenti richiedono energia, si sa. Se a chiederla sono le quattro ruote, basta aprire la presa di carica situata all’interno del paraurti anteriore e il Transit Custom PHEV può essere ricaricato con un alimentatore domestico da 240 volt, che permette una carica completa in cinque ore, oppure con un alimentatore industriale da 240 volt a 16 o 32 amp, con ricarica completa in tre ore. All’interno della cabina, qualche dettaglio ci ricorda che stiamo viaggiando nel futuro, perché il classico contagiri è stato sostituito da un indicatore di potenza/carica mentre un indicatore più piccolo, che informa sullo stato di carica della batteria, ha sostituito l’indicatore della temperatura del liquido di raffreddamento del motore. A fine giornata possiamo dire che la missione è compiuta, su tutti i fronti. Riattacchiamo la spina e aspettiamo di ripartire. Carichi.

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