Jameson Escape Room

Francesco Di Lembo (a sinistra) mentre intervista Fabio Coppola (al centro) all’interno della Jameson Escape Room dello Yellow Square di Roma.

Fabio Coppola, classe 1982, oramai da 19 anni al timone di Yellow Square, locale romano che unisce la tradizione dell’ospitalità italiana a una visione imprenditoriale innovativa e globale proiettata al futuro. Fabio ha iniziato assieme al fratello Marco gestendo un piccolo bed and breakfast che, con il tempo, si è evoluto in qualcosa di molto più strutturato.

Il termine square è stato scelto per descrivere lo Yellow come una scatola in cui sono racchiuse tante realtà e «che vuole essere una finestra sul mondo per i romani, grazie a tutti i viaggiatori che alloggiano nel nostro ostello e, allo stesso tempo, una finestra su Roma per i viaggiatori, che si offendono se li chiamiamo clienti» spiega Fabio.

Lo Square di sera è composto da vari ambienti. Oltre l’ostello in cui soggiornare si trovano il bar, in cui vengono organizzati oltre 250 concerti live l’anno e i famosi Whiskey Wednesday ogni mercoledì, in collaborazione con l’Irish Whiskey Jameson; il parrucchiere, grazie al quale è stata siglata una partnership con il Contest Rock Hair, una delle tante soluzioni proposte per ingolosire sempre più i local romani all’interno del loro mondo. «Una miriade di attività che nasce dalle passioni delle singole persone. Tutti coloro che lavorano all’interno dello Yellow, infatti, condividono con i viaggiatori le loro passioni come, ad esempio, le lezioni di cucina, che sono pensate in modo giocoso portando la gente al mercato prima di insegnare loro a fare la pasta. Alan, il nostro capo barman, condivide la sua passione per i cocktail tenendo lezioni di mixologia all’interno della Jameson Escape Room, dove insegna a creare cocktail ricercati in un’esperienza molto particolare».

Le BMW R nineT Scrambler e R nineT Urban G/S parcheggiate all’esterno dello Yellow Square.

Come funziona la Jameson Escape Room?
«La Jameson Escape Room nasce per attirare nuove persone e proporre un servizio alternativo d’intrattenimento. Si tratta di un luogo dove, una volta entrati, si ha un’ora di tempo per risolvere una serie di enigmi necessaria ad uscire dalla stanza. Questo luogo rappresenta la prima distilleria di John Jameson Irish Whiskey. La prima in cui il celebre irlandese ha iniziato a sperimentare il whiskey per realizzare il suo prodotto. La sfida si compone di un percorso attraverso la storia, rebus e puzzle che ti portano, poi, a bloccare gli alambicchi pronti a esplodere al termine dei 60 minuti. Risolvendoli si ottiene la chiave per uscire dalla stanza».

Immagino che uscendo in tempo si vinca qualcosa…
«Certo! Si vince uno shot speciale di Jameson e, chi registra il record di tempo, vince la bottiglia».

Qual è il contributo di Fabio a questa attività?
«In particolare, avendo studiato architettura, ho cercato di ricreare quella che all’estero chiamano mixité, un ambiente dove si possano mescolare al meglio varie attività, avendo personalmente sempre trovato molto tristi i luoghi monofunzione come i quartieri dormitorio o quelli pieni di uffici. Gli studi in architettura mi hanno aiutato a ricostruire un luogo applicato al concetto di viaggio e di ostello e ne è uscita questa realtà plurisettoriale».

Sbaglio o quando siamo arrivati con le BMW nineT ti sono brillati gli occhi?
«Beh, sì! Sono sempre stato un biemvuista! Ho avuto una R 1200 GS, una F 800 GS e, proprio ultimamente, ho acquistato una BMW d’epoca, una R 80 del 79 che sto personalizzando. Una volta terminata la trasformazione ho intenzione di proporre una nuova attività allo Yellow: darò, infatti, la possibilità agli altri di fare un giro per le fantastiche strade di Roma su una moto vintage mentre la mia anima da architetto pignolo e rompiscatole racconta la storia di questa splendida città».

Ritratto di Fabio Coppola.

Che obiettivi ha lo Yellow per il futuro in fatto di contenuti e di evoluzione?
«Parto proprio da Yellow perché secondo me ciò che più conta è la squadra. L’obiettivo è portare questo modello in altre città, in modo tale da poter essere un punto di riferimento per il melting pot internazionale, quindi un luogo riconoscibile dove sai che troverai qualcosa di diverso rispetto al solito. Non sarà sicuramente facile e ci vorrà tanto impegno, ma siamo convinti che ripagherà i nostri sforzi».

Qual è il tuo posto preferito all’interno dello Square?
«Per quanto possa sembrare assurdo e senza alcuna funzione apparente, posso affermare senza dubbio che il mio luogo preferito è l’atrio. Mi piace perché è il posto dove si possono vedere le espressioni delle persone appena arrivate: qualcuno è stanco, qualcuno curioso, qualcuno è affamato di conoscere questo mondo e le nuove relazioni che si verranno a creare… È un carrefour, detto alla francese, un crocevia di va’ e vieni».

Quando hai avviato l’attività con tuo fratello, pensavi già al risvolto che avrebbe avuto?
«Siamo stati un po’ trascinati all’interno di tutto questo. L’attività era nata come un piccolo B&B per pagarci gli studi. Nostro zio, Francesco Boccaforno che purtroppo non c’è più, ci ha dato l’improvement imprenditoriale e da lì abbiamo iniziato a crescere non sapendo dove saremmo arrivati. Poi l’arrivo del terzo socio, mio cugino Luigi Boccaforno, ci ha stimolato e dato la certezza di voler crescere in questo settore. È stato proprio da lì che abbiamo capito che non sarebbe stato più un gioco, ma che sarebbe diventata la nostra vita».

 

Per prenotare la Jameson Escape Room: https://www.the-yellow.com/escape-room/
Yellow Square, Via Palestro 51
Roma, Italia 00185

 

Articolo di Francesco Di Lembo
Foto di Lorenzo Razzino

By |2018-06-07T10:36:06+00:0012 febbraio 2018|Categories: Lifestyle, News, Riders per Jameson: il gusto della scoperta|Tags: , , , , |0 Commenti