Ducati con Lamborghini per la Diavel da collezione

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L’accoppiAta di eccellenze emiliane (ma con strette parentele tedesche) firma questa Diavel 1260. Che diviso due fa 630… esemplari

Testo di Alfredo Verdicchio

Chi non vorrebbe una Lambo? Diablo, Counthac, Aventador, Huracàn, moderna o del passato, con o senza alettoni, una Lambo è una Lambo. Punto.

Il fascino spigoloso del Toro bolognese è di quelli primordiali, così forte da dividere. Piace o non piace. Un po’ come Ducati, con la quale condivide la filosofia sportiva, lo stesso amore per la velocità e la voglia di cercare sempre soluzioni tecnico-stilistiche innovative.

Se poi ci metti che entrambi fanno capo a mamma Audi, ecco che il sodalizio appare quasi scontato. Così come non stupisce che a portare sul serbatoio il toro arrabbiato sia la Diavel, una scultura su due ruote.

Che dire, la Diavel 1260 Lamborghini fa paura. È muscolosa, sufficientemente squadrata, ha stile da vendere, trasmette potenza e velocità, essenziale e ricca di dettagli.

I cerchi sono uno spettacolo, riprendono il linguaggio stilistico proprio della Sián che, dalla sua, si ispira a un mostro sacro della famiglia Lamborghini, la Countach. Il taglio a “Y” dei fari della Sián viene riprodotto invece sulla sella scamosciata, mentre i terminali con cover in carbonio diventano esagonali, proprio come i faretti posteriori dell’auto. In carbonio anche altre parti della carrozzeria, dalle prese d’aria alle cover del radiatore e del sellino posteriore, fino al parafango anteriore.

Insomma, la Diavel “Lambo” è un continuo richiamo tra i due mondi davvero ben riuscito. Un concetto sartoriale portato su due ruote disponibile in serie limitata di 630 pezzi numerati. Un numero che richiama la data di nascita della casa automobilistica bolognese (1963).

 

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