IL RAID LONDRA-SIDNEY ‘77 E LA PAZZA IDEA 131 DIESEL

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Con la 131 Mirafiori a gasolio, la Fiat (con lo zampino di Abarth) dimostrò che un mulo da lavoro può essere anche competitivo. Un successo storico

di Riccardo Casarini, foto fcaheritage

 

Se associa le parole “diesel” e “competizione”, il cervello di un appassionato pensa a missili recenti tipo l’Audi R10 da endurance, coi suoi 700 cv assetati di gasolio. Beh ma così è troppo facile. Oggi parliamo di un mezzo che, quanto a ignoranza e sfrontatezza, non ha nulla da temere. Altrettanto diesel, altrettanto corsaiolo, a modo suo s’intende. Quindi spegniamo il neon che illuminava la R10 e accendiamo un’altra luce, stavolta una traballante lampadina ad incandescenza, lì nella penombra, dove sta parcheggiata lei: la Fiat 131 Abarth Diesel. Una delle prime auto da competizione ad usare il fetente combustibile. Veniamo ai numeri propulsore SOFIM da 2.445cc in grado di spingere fino alla siderale quota di  4.200 giri, 147Nm di coppia motrice e la mirabolante potenza di 72 CV. Ok, letti 43 anni dopo, questi dati fanno sorridere, ma per gli anni ‘70, quando i motori diesel erano relegati ai mezzi da lavoro destinati a macinare ore su ore, si trattava di valori considerevoli. La logica che spinse l’amministrazione Fiat ad affidare quattro berlinette pre-serie, non ancora sul mercato, alla cura della clinica Abarth, fu proprio quella di dimostrare che le gare (alcune) non si conquistano con la sola potenza, ma anche con una grande affidabilità. È il caso delle sfide di resistenza. È il caso del raid Londra-Sidney ‘77.

Il tragitto dell’allegra scampagnata delle 131 del team Esso Aseptogyl

Una strategia efficace – Perché presentare ai saloni la nuova fiat 131 Mirafiori diesel come un modello fresco e intonso, quindi bisognoso di slogan convincenti che ne promuovano le (presunte) qualità, quando si può tranquillamente montare un roll-bar e spararsi d’un fiato 30.000 km in 45 sudatissimi giorni di guida per raggiungere uno dei più remoti punti dell’emisfero australe, dimostrando de facto che sì, “la macchina va bene”? Così fecero: i tecnici Abarth lavorarono su quattro vetture (una delle quali destinata ai soli test) rinforzando scocca e meccanica, adeguando i rapporti e installando un differenziale autobloccante. Successivamente tre di questi esemplari vennero dati in gestione al team Esso Aseptogyl in vista della gara. Gli equipaggi selezionati, così composti: gli esperti Robert Neyret/Marianne Hoepfner, la coppia tutta al femminile Evelyne Vanoni/Christine Dacremont e gli “insider” Giancarlo Baghetti/Tommaso Carletti, ex pilota F1 il primo, ingegnere Fiat il secondo.

 

Neyret e Hoepfner non hanno comunque rinunciato a un pizzico di stile grafico

Pancia a terra fino al sud del mondo – Covent Garden, Londra, 14 agosto 1977. Partono circa ottanta auto dirette a Sidney, con tappe coincidenti con gli scali della compagnia aerea singaporiana che promuove l’intera iniziativa. Quindi Amsterdam, Francoforte, Parigi e Milano, poi “ciao Europa”, giù per i Balcani fino in Grecia e da lì Turchia, Iran, Afghanistan, India e via nave la Malesia. Singapore e Australia come ultimi obiettivi, dopo aver percorso un tragitto prevalentemente sterrato; dopo esser passati per deserti di sabbia, coste quasi-vergini, deserti di sale, piantagioni di gomma e una varietà di fondi e passaggi complessi quanto il mondo. il 28 settembre 1977 gli equipaggi Fiat guidati da Neyret e Baghetti raggiungono il nastro d’arrivo della città australiana, chiudendo rispettivamente in 15° e 23° posizione assoluta e in 1° e 2° posizione nella categoria riservata al diesel. Solo più sfortunate Vanoni e Dacremont, anche loro sbarcate in Australia, ma coinvolte in un incidente nell’ultimo ramo da altri concorrenti, alla guida di una pesante Citroen CX. Insomma che al salone di Torino 1978, per quel che riguardò Fiat e il lancio ufficiale del modello, restò poco da aggiungere a ancora meno da dire. Questa coraggiosa iniziativa valse a Fiat la miglior pubblicità possibile, tanto da stimolare anche le prevendite: una compagnia di tassisti australiani ordinò una serie di 4 porte diesel prima ancora della presentazione. Quanto manca questo marketing dannatamente pratico, combattuto a braccio di ferro sul tavolo delle competizioni…

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