Dall’Amazzonia ai poli passando per il K2 e le spedizioni in fuoristrada su una Mercedes Classe G. Oggi, invece, l’impresa è convivere con il Covid-19. L’esploratore svizzero ci spiega come trasformarla in un’opportunità

Articolo di Carlo Mandelli

Viaggiatore estremo tra i più famosi al mondo, Mike Horn con le sue imprese ha allargato i confini delle conquiste umane. Dall’esplorazione del globo da un polo all’altro, all’attraversamento in solitaria della foresta amazzonica camminando e navigando in hydrospeed per 6 mesi. Fino a toccare 13 Paesi in 15 giorni a bordo di una Mercedes Classe G e infine scendere dalla macchina e scalare il K2.

Mike Horn

Esploratore estremo con ogni mezzo: a piedi su quattro ruote e anche in hydrospeed

Solo tre mesi fa, poche settimane dopo il suo ritorno da una spedizione artica, l’esploratore svizzero di origine sudafricana ha anche preso parte per la prima volta al Dakar Rally come navigatore del pilota francese Cyril Despres. Denominatori comuni di molte sue spedizioni (Dakar a parte) sono stati l’isolamento e il tempo da passare forzatamente con se stesso e soprattutto lontano da chiunque. Come oggi, con la pandemia da Covid-19 in corso, accade po’ per tutti.

Mike Horn

Dai poli all’Amazzonia, nel curriculum di Horn c’è anche un Dakar Rally

Guadagnare tempo

«Ci è stato dato l’ordine di decelerare dal ritmo vertiginoso tipico della vita moderna – racconta Horn –, a un lento fluire, da un giorno all’altro. Questo non è facile nel nostro mondo strettamente connesso e in rapido movimento. Tuttavia, si può anche vedere la social distance in una luce positiva. Ogni volta che ho sperimentato una condizione d’isolamento si è trattato di un periodo incredibile, che mi ha dato la possibilità di concentrarmi completamente su me stesso».

Fissare nuovi obiettivi

«Non credo si debba avere paura dell’isolamento sociale – spiega l’esploratore –, se si è consapevoli delle possibilità che questo porta con sé: l’effettivo allontanamento dovuto alla pandemia di Covid-19 non deve essere considerato come un periodo di inattività involontaria. Al contrario, può diventare un momento prezioso per fissare nuovi obiettivi. Ora abbiamo molto tempo libero e sta a noi essere creativi, rimanere positivi, motivati e vivere il quotidiano».

Mike Horn

L’isolamento e la solitudine, le sfide più grandi

Concentrati, ma senza pressione

«Penso che si debba affrontare la nuova situazione nel modo più rilassato possibile senza caricarsi di pressione, ma accettarla come una prova che rappresenta un cambiamento positivo. Le sfide in sé non sono necessariamente negative, al contrario: possono renderci forti e ispirarci ad abbracciare soluzioni nuove e creative. Quando ho attraversato l’oceano Artico, per esempio, ho dovuto misurarmi con molte incertezze legate alle condizioni meteorologiche e al mare agitato, ed è stato stimolante affrontarle».

 

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